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Era un pò che avevo in testa questa gita; luoghi da scoprire con una storia alle spalle quindi non solo bei paesaggi da vedere e da ammirare ma anche qualcosa di storico da imparare. Vicina a noi quindi perfetta per un week-end fuori porta e così dopo aver trovato un posto per dormire una notte, siamo partiti per la Valseriana per arrivare a Vilminore e andare a conoscere la storia della Diga del Gleno.

Dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio di Vilminore, abbiamo fatto un’abbondante colazione prima di partire per questo trekking; nell’attesa che arrivi la navetta che ci porterà fino al paese di Pianezza da dove imboccheremo il sentiero che porta fino alla Diga del Gleno. Prenderemo la navetta perché nei week-end la strada da Vilminore viene chiusa al traffico per salvaguardare la piccola frazione di Pianezza e così dopo la colazione acquistiamo i biglietti e attendiamo. Una volta a Pianezza il primo tratto è davvero una salita impegnativa, su una strada asfaltata con alcuni tornanti che porta fino ad alcune baite per poi immergersi nel bosco e salire molto repentinamente.

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La prima mezzora è davvero impegnativa, una salita non da poco ma con alcune pause siamo poi arrivati nel punto in cui troviamo il tratto pianeggiante che ci accompagnerà fino alla vista della diga. I ragazzi non se ne erano nemmeno accorti, era li proprio davanti a noi… immensa ma così fragile! Sono rimasti senza parole guardandola perché si aspettavano un muro, semplice ma non così imponente e con uan struttura così articolata ecco perché sono si sono fermati a guardarla e ammirarla per la sua grandezza.

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Iniziarono i lavori della costruzione della diga nel 1919 ma solo nel 1923 si riempì per la prima volta; nonostante vengano segnalati diverse perdite alla base nessuno fece nulla fino a quando, il 1° dicembre 1923, il guardino della diga avvertì un forte sussulto e diede l’allarme ma non bastò perché dopo pochi minuti la parte centrale della diga crollò e circa sei milioni di metri cubi d’acqua si riversarono a valle distruggendo l’intero paese di Dezzo. Purtroppo morirono circa 500 persone, un vero disastro.

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Devo dire che una volta arrivati vicino al grande muro fa un pò effetto vederlo così alto e maestoso ma con una parte centrale che manca e che ci fa comprendere l’accaduto. Dalla parte opposta è rimasto un piccolo laghetto perché è stata costruita una mini diga che trattiene l’acqua che scende dalla cima; abbiamo fatto un giro del piccolo laghetto per poi scegliere un posto nel quale stendere il nostro telo e fermarci per il pic-nic. Ci siamo un pò riposati ma non appena abbiamo sentito da lontano il belare di alcune pecore, abbiamo fatto una bella passeggiata per vedere mucche, pecore e asini da vicino.

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Dopo un bel pomeriggio all’aria aperta, in mezzo alla natura e anche a tanta storia che abbiamo imparato a conoscere, abbiamo intrapreso al discesa; impegnativa la discesa ma ci abbiamo messo davvero poco tempo per tornare a Pianezza e li ci siamo rinfrescati assaggiando un gelato della latteria sociale montana che andremo a visitare domani prima della partenza. Una volta tornati a Vilminore andiamo a fare una bella doccia calda, riposarci un attimo prima di andare a cena dove la signora Maria, proprietaria del b&b “le quattro matte“, ci ha consigliato.

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Categories : Idee week end, Lombardia

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