Per chi mi conosce sa che per noi le vacanze non sono solo spiaggia, mare, sole e tanti bagni; per noi le vacanze sono in particolare basate sulla conoscenza, sull’escursione e la scoperta di posti nuovi, incredibili ed indimenticabili in grado di lasciare il segno. Proprio per questo, mentre eravamo a Lido Marini, abbiamo optato per una gita alla Grotta di Zinzulusa; abbiamo quindi preparato lo zaino per il picnic e ci siamo messi in auto per attraversare il tacco della Puglia andando da parte a parte fino a Castro.

Siamo arrivati verso le 9, orario idea per una sana colazione in attesa che aprisse la biglietteria; arrivare presto ci ha consentito non solo di essere tra i primi a fare i biglietti ma anche di parcheggiare negli spazi liberi e non a pagamento nonché ci ha concesso di fare un tuffo dalla piattaforma posizionata sotto la scogliera.

Si entra a gruppi di 50 persone a partire dalle 10 del mattino; il percorso viene fatto con una guida che illustra la storia di questa grotta a partire dal suo nome. Viene infatti detta “Zinzulusa” perché in dialetto gli “zinzuli” sono i panni stesi ovvero le formazioni calcaree che pendono dal soffitto che vennero scambiate per panni stesi da chi stava navigando in mare.
Entrando si percorre un corridoio che porta fino alla Cripta e lungo questo percorso si può vedere la Conca ovvero un laghetto sotterraneo con acque cristalline; si prosegue poi fino ad un’ampia stanza detta Duomo fino ad arrivare percorrendo un lungo e basso corridoio alla parte più ampia e finale della grotta dove in profondità c’è un laghetto di acqua freddissima denominato Cocito.
Una piacevole esperienza che ha incuriosito molto i bambini ma quando siamo usciti… proprio da li sotto partivano delle barche per un giro di altre 2 grotte nei dintorni, la Grotta Azzurra e la Palombara, potevamo forse perderci questa esperienza? Assolutamente no e così, fatti i biglietti, siamo saliti a bordo.

Abbiamo poi proseguito la nostra gita lungo la costa fermandoci di tanto in tanto per qualche foto al panorama e per vedere, dall’alto della scogliera, il bellissimo mare e le sue insenature finchè… non ci siamo fermati a curiosare vedendo che in un punto si era formata una lunga coda di macchine ed un sacco di gente passeggiava. Molto incuriositi, abbiamo deciso di fermarci e guardare e abbiamo così conosciuto il Ponte Ciolo, famoso ponte che nasconde una piccola insenatura e che risulta essere famoso per i tuffi che in diversi fanno dalla sua scogliera e, i più temerari anche dal ponte stesso. Il panorama dall’alto era stupendo così abbiamo deciso di fermarci anche perché a nuoto era possibile raggiungere anche una grotta naturale ma una volta scesi, poteva forse mancare il mega tuffo dagli scogli? Simone non si è fidato perché l’altezza era davvero tanta ma papà non ha resistito.

Dopo la sosta abbiamo proseguito fino ad arrivare a Leuca dove, più giù di così non potremmo trovarci: ora possiamo dire di essere proprio nel tacco, nella parte più a sud della Puglia. Abbiamo fatto sosta al santuario dove si ha una panoramica sulla città per poi scendere verso il mare e pranzare in un ristorante proprio sulla spiaggia.

Abbiamo poi chiuso il nostro giro rientrando a Lido Marino e quindi finendo di seguire la costa; siamo passati per le famose “Maldive del Salento” ma nemmeno ci siamo fermati vedendo la quantità di macchine parcheggiate; la nostra spiaggia di Lido Marino non aveva di sicuro nulla da togliere o in meno rispetto a questa e non siamo certo tipi da stare in spiaggia uno sopra l’altro, ci piace avere i nostri spazi quindi… per fortuna non aver prenotato in quella zona 😉

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Categories : Puglia, Viaggi

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